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    Firenze

    Cosa vedere a Firenze

    Palazzo Pitti
    Situato nella prima grande piazza della zona che i fiorentini chiamano “Diladdarno”, Palazzo Pitti domina incontrastato da una piccola altura ai piedi della collina di Boboli. Eretto su commissione del banchiere Luca Bonaccorso Pitti a Filippo Brunelleschi nella seconda met del 1400, il progetto oggi attribuito a Luca Cancelli. Palazzo Pitti il primo edificio costruito fuori le mura fiorentine e la sua costruzione totale copre un periodo di 4 secoli, come si pu vedere da elementi in stili diversi (dorico, ionico e corinzio) che fanno da ornamento allo stile rinascimentale dell’edificio. Intorno al 1550 Cosimo I de’ Medici ne fece la residenza familiare e qualche anno dopo volle effettuare alcune modifiche, facendo inserire grandi finestre ed un cortile interno, su progetto di Bartolomeo Ammannati, mentre dette il progetto del grande giardino di Boboli a Niccol Tribolo. Di Vasari invece la realizzazione della cosiddetta “Galleria Vasariana”, ovvero un corridoio sopraelevato per evitare attentati che portava fino a Piazza della Signoria. La configurazione attuale del palazzo, con il completamento della facciata e i due rond laterali, per opera dei Lorena; in vista delle nozze con Vittoria della Rovere, il Granduca Ferdinando II fece invece decorare il piano terra, residenza estiva, e il primo piano, residenza invernale. Per quest’opera vennero contattati alcuni degli artisti pi famosi del tempo, come Pietro da Cortona e Giovanni da Sangiovanni. L’ultimo corpo aggiunto al palazzo di fine ‘700: Pietro Leopoldo commission a Gaspare Maria Paoletti e Pasquale Poccianti la progettazione della palazzina della Meridiana, in stile neoclassico. Oggi Palazzo Pitti ospita importanti musei (Porcellane, Carrozze, Argenti.), la Galleria d’Arte Moderna e il giardino di Boboli, con un fascino che rimane immutato attraverso il corso della storia.

    Cappelle Medicee
    Le Cappelle Medicee furono erette come personale sepolcro della famiglia medicea proprio all’interno della basilica di San Lorenzo. Nel 1520 Michelangelo Buonarroti contattato dal cardinale Giulio de’ Medici, futuro Clemente VII, e da Leone X, inizi il progetto di una Sacrestia Nuova che affiancasse la Vecchia, precedentemente fatta dal Brunelleschi. I lavori si conclusero nel 1546. Si prevedeva di inserire in questa cappella le tombe di Lorenzo il Magnifico, di Giuliano de’ Medici, di Lorenzo duca d’Urbino e di Giuliano duca di Nemours: i due Magnifici e i due Capitani. Furono portate a termine solamente le tombe dei due Capitani: sulla sinistra quella di Lorenzo Duca di Urbino (con sotto le raffigurazioni del Crepuscolo e dell’Aurora) e di fronte quella di Giuliano (con sotto le raffigurazioni del Giorno e della Notte).

    Palazzo degli Uffizi
    Voluto da Cosimo I intorno alla met del 1500, il Palazzo degli Uffizi fu progettato da Giorgio Vasari, che per poterlo realizzare dovette abbattere molte case che occupavano la zona. Il palazzo fu costruito per ospitare le tredici Magistrature (o Uffizi, da cui il nome) che al tempo erano dislocate in sedi differenti. Morto il Vasari, i lavori passarono nelle mani di Alfonso Parigi e del Buontalenti, che progett il Teatro Mediceo. Il Teatro in seguito divenne sede del Senato, quando Firenze fu capitale d’Italia. La pianta a ferro di cavallo: due corpi principali, uniti da un corridoio di collegamento, i quali poggiano su un loggiato sorretto da colonne e decorato da nicchie, entro le quali furono inserite le statue raffiguranti famosi fiorentini. Oggi Palazzo degli Uffizi ospita una delle gallerie pi rinomate al mondo.

    Santa Maria Novella
    Santa Maria Novella cronologicamente la prima delle grandi basiliche fiorentine. Il nome deriva dal fatto che essa sostitu un oratorio del IX secolo chiamato Santa Maria delle Vigne. Quest’area fu assegnata, nel 1221, ai frati domenicani, che da subito ne iniziarono il cambiamento. Nel 1246, su progetto di due monaci architetti, fr Sisto Fiorentino e fr Ristoro da Campi, iniziarono i lavori della sede dell’Ordine Domenicano, che si conclusero nel 1360 ad opera di fr Iacopo Talenti.
    Quest’ultimo progett anche il Cappellone degli Spagnoli (1350-55), il Refettorio del convento (1353) e il campanile (1330). La stupenda facciata intarsiata di marmi bianchi e neri fu iniziata nel 1300 e completata nel 1470 sotto la direzione di Leon Battista Alberti. All’interno troviamo opere di Masaccio, Giotto, Brunelleschi, Ghiberti, Paolo Uccello e del Ghirlandaio.

    Duomo (Santa Maria del Fiore) Il Duomo fiorentino come lo vediamo oggi il risultato di un lungo lavoro che attraversa oltre sei secoli di storia. Il progetto architettonico alla base quello disegnato da Arnolfo di Cambio alla fine del Duecento e la cupola, che lo ha reso un simbolo di tutta la Toscana, frutto del genio rinascimentale di Filippo Brunelleschi, mentre la facciata addirittura opera del tardo Ottocento. Fra queste date lontane si colloca tutta la serie di interventi strutturali e decorativi, sia all’esterno che all’interno, che hanno arricchito la storia del monumento: dalla costruzione delle due sacrestie, al pavimento marmoreo cinquecentesco, dall’esecuzione delle sculture a quella degli affreschi, firmati da Paolo Uccello, Andrea del Castagno, Giorgio Vasari e Federico Zuccari (il Giudizio Universale della cupola). La terza e ultima cattedrale fiorentina (cattedrale la chiesa dove ha sede la cattedra vescovile) fu intitolata nel 1412 a Santa Maria del Fiore con chiara allusione al giglio, simbolo della citt, e sorse sopra la seconda cattedrale, che la Firenze paleocristiana aveva dedicato a Santa Reparata e che rimase in attivit per nove secoli, fino all’abbattimento decretato nel 1375: di questa costruzione, grande poco pi della met di quella attuale e fornita di due campanili, sono oggi visibili ampi resti nell’area archeologica sottostante il Duomo.
    Nel 1293 la Repubblica fiorentina decise di sostituire Santa Reparata con una cattedrale pi ampia e sfarzosa, impegnandosi a pagarne i lavori, “affinch l’industria e la potenza degli uomini non inventino n possano mai intraprendere qualcosa di pi grande e di pi bello”. Alle spese doveva partecipare anche la cittadinanza: tutti erano obbligati a lasciare per testamento una quota delle loro ricchezze alla “fabbrica” del Duomo.
    Nel 1294 il progetto fu affidato ad Arnolfo di Cambio, che l’8 settembre del 1296 pos solennemente la prima pietra. Il geniale architetto, capo del Comune, gi stava rivoluzionando la basilica francescana di Santa Croce e nel 1298 avrebbe cominciato anche la costruzione di Palazzo Vecchio. Arnolfo lavor per il Duomo dal 1296 al 1302, anno della sua morte, e bench lo stile dominante all’epoca fosse il gotico, concep una basilica dagli spazi classici, con tre ampie navate che confluiscono nel vasto coro (dov’ l’altare maggiore) a sua volta circondato dal “trifoglio” delle tribune su cui si innesta la cupola. Il suo diametro previsto di 45,5 metri: lo stesso dell’intero Battistero.
    Nei pochi anni che ebbe a disposizione, Arnolfo port a compimento due campate e la nuova facciata, che per resta decorata a met: le sculture (alcune dello stesso Arnolfo) saranno smantellate e trasferite nel Museo dell’Opera del Duomo quando il granduca Francesco I de’ Medici decider di costruire una nuova facciata, nel 1586. Alla morte dell’architetto i lavori si interruppero, ma nel 1330 ripresero nuova lena, vista la scoperta del corpo di San Zanobi in Santa Reparata. Nel 1334 fu Giotto a venir nominato responsabile dei lavori, ed egli, pur non avendo molto tempo a disposizione (morir nel 1337) lo impieg interamente nella costruzione del suo Campanile. A Giotto subentr Andrea Pisano (autore della Porta sud del Battistero) fino al 1348, anno della terribile peste che port la popolazione fiorentina da 90.000 a 45.000 abitanti.
    Dal 1349 al ‘59 la direzione tocc a Francesco Talenti, che complet il Campanile e prepar un nuovo progetto coadiuvato (dal 1360 al ‘69) da Giovanni di Lapo Ghini: la navata centrale venne suddivisa in campate quadrate, mentre le due laterali furono pensate come rettangolari.
    E’ datato verso il 1370 il nuovo progetto dell’abside, con il suo giro di tribune che ampli il “trifoglio” di Arnolfo. Nel 1375 Santa Reparata fu definitivamente abbattuta per fare di Santa Maria del Fiore la nuova cattedrale di Firenze.

    Piazza della Signoria
    Piazza della Signoria, cuore politico della citt dal Medioevo ad oggi, una singolare creazione urbanistica che cominci a prendere forma a partire dal 1268, quando il partito dei Guelfi riprese il controllo sulla citt e decise di radere al suolo le case dei rivali Ghibellini. Per prime si abbatterono le torri dei Foraboschi e degli Uberti, nonostante che il loro capofamiglia (il celebre Farinata cantato da Dante) avesse difeso Firenze dalla distruzione dopo la sconfitta nella battaglia di Montaperti (4 settembre 1260) contro la coalizione ghibellina capeggiata da Siena. Infine le case abbattute risultarono ben 36 e a “cancellazione” dei nemici (infatti fu decretato che su quegli spazi non si dovesse mai pi costruire) la piazza deve la sua particolare conformazione a forma di “L” e la posizione non allineata degli edifici che la delimitano. Il nome proviene invece dal principale monumento che la piazza stessa ospita, Palazzo della Signoria, progettato nel 1298-99 (e sostanzialmente terminato nel 1302, dopo soli tre anni) da Arnolfo di Cambio come sede del governo della Repubblica e destinato ad ospitare il Gonfaloniere di Giustizia e i Priori delle Arti (il primo nome fu infatti Palazzo dei Priori). Questa funzione di rappresentanza politica della citt sar conservata dal palazzo anche sotto la Signoria medicea e sotto il duca Cosimo I, che vi abiter fra il 1540 e il 1565, ordinando al suo architetto di fiducia, Giorgio Vasari, il raddoppio dell’edificio.
    Nel 1565, quando la famiglia del Granduca si trasferir nella nuova reggia di Piazza Pitti, Palazzo della Signoria finir per essere conosciuto come Palazzo Vecchio. Questa piazza non rappresenta oggi solo il centro “civile” di Firenze, bens un vero museo all’aperto. Sul fianco sud, quello verso l’Arno, si apre il piazzale degli Uffizi e, subito accanto, si offre allo sguardo la Loggia dei Lanzi (1376-1382), sotto le cui volte tardo-gotiche si raccolgono 15 statue fra cui lo straordinario Perseo con la testa di Medusa di Benvenuto Cellini. Oltre a quelle schierate lungo la facciata di Palazzo Vecchio (fra cui la copia del David di Michelangelo), si notano la Fontana di Nettuno dell’Ammannati e la statua equestre di Cosimo I del Giambologna. Poco distante, un disco di marmo sul pavimento della piazza ricorda il punto esatto in cui il 23 maggio 1498 fra’ Girolamo Savonarola fu bruciato sul rogo. Tutt’intorno, una serie di abitazioni dei secoli XIV-XVI fra cui il Tribunale della Mercanzia (1359, antica corte di giustizia in materia commerciale), e il cinquecentesco Palazzo Uguccioni, la cui facciata fu forse disegnata da Raffaello. Al numero 5 invece il palazzo che contiene la Raccolta Alberto Della Ragione, dono del collezionista genovese al Comune (1970. Infine il grande palazzo delle Assicurazioni Generali, costruito nel 1871 in stile rinascimentale sul luogo dove sorgevano l’antica Loggia dei Pisani e la chiesa di Santa Cecilia. Di molti edifici esistenti anticamente sull’area della piazza si sono ritrovate tracce estese durante i lavori di ripavimentazione del 1980. La Soprintendenza archeologica pot in quell’occasione studiare a fondo reperti e stratificazioni urbanistiche che confermarono il sito come primo luogo di insediamento umano nel punto di guado del fiume Arno, arrivando fino a reperti neolitici ben anteriori alla fondazione della citt romana. Sotto le case medioevali vennero inoltre alla luce ampi resti della Firenze romana fra cui uno stabilimento termale e un’officina per la tintura dei panni. La presenza di questo tipo di produzione ci ha permesso di scoprire come tale attivit si sia radicata nella storia economica della citt ben prima del boom esploso nei secoli XI-XIV e che avrebbe provocato l’enorme ricchezza della “citt del Fiore” e permesso il finanziamento di tutti i suoi capolavori.

    Ponte Vecchio Il primo ponte della storia di Firenze fu costruito intorno alla met del I secolo a.C. sul luogo dove si trovava l’antico traghetto usato per attraversare l’Arno. Era fatto di legno su pile di pietra e un po’ pi a monte dell’attuale Ponte Vecchio, in asse con l’allineamento via Roma - via Calimala del cardo massimo. Nel II secolo, dopo l’apertura della via Cassia, il ponte fu sostituito con un altro in muratura pi a valle parallelo all’attuale Ponte Vecchio, ma con l’imbocco in asse con via Guicciardini. Fino al 1218 questo ponte rimase l’unico collegamento tra le due rive dell’Arno, anche se nel 1178 fu distrutto prima da una piena dell’Arno e successivamente da numerosi incendi che insieme al ponte distrussero molti edifici che lo fiancheggiavano. Il Comune, dovendo riedificare sia il ponte che gli edifici, decise di ricostruire il ponte perpendicolarmente al corso del fiume, come l’attuale Ponte Vecchio. Il ponte del XII secolo aveva cinque arcate ed era largo la met di quello attuale. Crollato nuovamente nella piena del 1333 fu ricostruito da Taddeo Gaddi, secondo il Vasari, nel 1345 con la struttura a tre arcate giunta fino a noi. La ricostruzione fu resa possibile col guadagno ottenuto con l’affitto dei negozi, in origine 43, che, precedentemente costruiti in legno furono rifatti in muratura e disposti simmetricamente ai lati del ponte, interrotti al centro da una piazzetta. Le botteghe furono destinate dall’Arte della Lana, ai macellai e verdurai fino al 1495, quando il granduca Ferdinando I volle che il loro posto fosse occupato da orafi e gioiellieri. Il ponte Vecchio fu l’unico ponte di Firenze risparmiato dai tedeschi nella ritirata del 1944 che, per rallentare gli alleati, minarono comunque due vaste zone alle teste del ponte.

    Palazzo Vecchio Il Palazzo della Signoria - o Palazzo Vecchio - come lo vediamo oggi il frutto di almeno tre fasi costruttive succedutesi nell’arco dei secoli XIII-XVI: il palazzo di Arnolfo, col fronte sulla piazza accanto alla Loggia dei Lanzi, le prime modifiche apportate ancora in epoca repubblicana e la ristrutturazione vasariana, successiva alla presa di potere da parte di Cosimo I de’ Medici, che vi si trasfer con tutta la famiglia. Dal 1565 il ruolo esclusivo di Palazzo Vecchio come rappresentanza politica della citt venne meno per tre secoli, sostituito in parte dagli Uffizi e dalla nuova reggia di Palazzo Pitti, ma riprese vigore alla fine del secolo scorso: nel 1848, cacciati i Lorena, fu la sede del governo provvisorio dell’Italia Unita e nel 1865-71, durante gli anni di Firenze capitale del regno d’Italia, ospit la Camera dei Deputati (il Senato fu invece collocato nei contigui Uffizi, collegati attraverso un cavalcavia su via della Ninna). Dal 1872, infine, torn ad essere sede del Comune. Pur ospitando oggi gli uffici del Comune, restano comunque visitabili molte stanze, come il Salone dei Cinquecento, lo Studiolo di Francesco I e i quattro appartamenti monumentali: il Quartiere degli Elementi, il Quartiere di Eleonora di Toledo, la Residenza dei Priori e il Quartiere di Leone X, dove sono oggi le stanze di rappresentanza del sindaco e della giunta che governa la citt. Il Salone dei Dugento tornato a ospitare le sedute del consiglio comunale e perci non sempre aperto al pubblico.